sabato 19 settembre 2009

Lettera al blog di Francesco Arpino


Pubblico sul blog la lettara invitatami dall' amico Francesco Arpino ex presidente di Azione Giovani Mondragone già candidato al consiglio comunale alle scorse amministrative del nostro paese.

Caro Claudio, spero di non essere troppo invadente nell’usare il tuo blog per riaffacciarmi, da semplice cittadino, alla politica. L’intenzione che ho è chiarire agli “amici politicanti” la mia posizione rispetto ad alcune ripetute chiacchiere paesane che riguardano me e alcune persone che mi hanno accompagnato nell’avventura politica giunta al termine con le ultime elezioni comunali. Spero vivamente che mi darai questa opportunità. Non è un caso che ho scelto te come interlocutore: ti reputo un ragazzo intelligente e, soprattutto, una persona equilibrata. Era da molto tempo che non ci confrontavamo però ultimamente abbiamo avuto questa possibilità. Mi sono accorto del notevole cambiamento delle tue idee rispetto al passato e soprattutto mi sono reso conto di quanto esse siano diverse rispetto alle mie. Sentivo questo bisogno di esprimermi anche perché, come tu ben sai, non è affatto mia abitudine restare troppo tempo ad osservare gli eventi che, inesorabili, ci superano. Ritengo questo il momento più adatto a parlare visto l’attuale stato vegetativo della politica cittadina.

Mentre scrivo ho davanti agli occhi i ricordi ben chiari di un tempo che a me ormai sembra lontanissimo; un tempo in cui, insieme a pochi amici, riuscimmo a far nascere e crescere con grande umiltà un gruppo di persone senza interessi avente lo scopo principale di contribuire a migliorare il futuro della nostra Città. La convinzione che quel gruppo è ancora oggi stimato mi è data dalle lusinghe che puntualmente ricevo da storici personaggi politici paesani: “se vuoi c’è un partito a disposizione”, dice uno; “se vuoi facciamo una corrente insieme nel partito” dice l’altro; pertanto non sono false le voci che girano, te ne sto dando conferma io stesso, ma ciò che è falsa è la certezza che molti usano nel parlare di me pensando di conoscermi. In realtà non mi hanno mai conosciuto abbastanza!

Vorrei chiarire che se posso rifiutare proposte che per altri potrebbero essere allettanti è dovuto a due motivi fondamentali:
-fortunatamente non ho bisogno della politica per vivere!
-chi ritiene di essere la storia politica di Mondragone non ha ancora capito che, pur vantando ancora consensi, ha fatto, fa e, ne sono certo, farà ancora la solita politica con la “p” minuscola; la politica del consenso inteso come mucchio di voti e non considerando il senso nobile della parola.

Personalmente mi ritengo molto avanti e non vedo nel panorama politico nazionale né politici né partiti che sono in grado di rappresentarmi. Già i partiti. Cosa sono oggi i partiti? Penso subito a quella che è stata la mia casa per anni: Alleanza Nazionale. Sorrido perché oggi, ragionando a mente fredda, condivido la linea di chi mi diceva “non è un partito e se lo è, è un falso partito!”.

In effetti è vero, era molto più democratico il “vecchio” Movimento Sociale Italiano in cui almeno c’era la libertà dei congressi e, da ciò che mi è stato raccontato, pure se a volte si finiva con scontri abbastanza duri, almeno ci si confrontava su tante posizioni. Alleanza Nazionale: un partito annientato da un uomo che ha deciso per tutti e ha pensato bene di sacrificarlo in cambio di qualche poltrona per i propri fedelissimi e di una personale “poltronissima” da Presidente della Camera. Come i migliori trasformisti ha praticamente cancellato una storia per iniziarne un’altra con il PDL. Che poi cos’è sto PDL? Un movimento politico, un partito, un’idea di un uomo, un “insieme di più anime”. Cos’è? Se, come sostengono in molti, il PDL è un insieme di tante anime bisogna riflettere perché mi sa che sono troppe (ex fascisti, ex alleanzini, ex socialisti, ex repubblicani, ex democristiani, ex radicali etc. etc.); se invece è un’idea di un solo uomo bisogna riflettere molto di più perché sarebbe il pericoloso e volgare risultato di una politica umiliata e umiliante.

Certo è che le prime due ipotesi che ho fatto vanno scartate poiché il Popolo della Libertà tutto sembra essere tranne che un partito o un movimento politico! Comunque il centro del problema è indubbiamente un altro: tanta gente si identifica in un simbolo che non è! Tanta gente si rispecchia in uomini che amano chiudersi in logge massoniche e, dicendo che proveranno a fare di tutto per risolvere i miei e i tuoi problemi, ci continuano a illudere estorcendo uno stipendio che non è per niente dovuto! Non ci siamo. Non abbiamo capito niente, o fingiamo di non capire o quando stiamo per capire ci troviamo “democraticamente” e “liberamente” persuasi da un’informazione che in Italia non esiste. Un’informazione che ha abituato gli italiani a considerare solo due parti politiche che dovrebbero rappresentare quel bipolarismo da tutti decantato; il risultato è che ci dimentichiamo di tante piccole realtà politiche in cui forse albergano il miglior spirito e i migliori valori. Piccole realtà in cui tanti cittadini si vorrebbero o potrebbero rispecchiare e non possono o, inconsciamente, non vogliono. Non è vietato votare i piccoli partiti ma il bombardamento mediatico e la legge elettorale ci obbligano inevitabilmente a pensare che i migliori, i puri, i salvatori della patria stanno là: PD o PDL.

Ci lamentavamo della frammentazione e inneggiavamo al bipolarismo perfetto ma allo stesso tempo non ci siamo resi conto che abbiamo portato alla ribalta una formazione come la Lega Nord che, a mio modesto parere, poco o nulla ha a che vedere con la vera politica. Un partito che, ancora oggi sventolando la bandiera della secessione del Nord Italia dal Sud, grazie alla scomparsa di piccole realtà garanti della democrazia e della libertà, ha triplicato i propri consensi e continua da anni a ricattare e condizionare la vita politica italiana. Un Governo ricattato e condizionato è libero e democratico?

Amo ricordare che libero non è chi esercita i propri diritti trascurando i propri doveri, ma libero è chi ha sempre esercitato e continua ad esercitare i propri doveri e, vedendosi negare o limitare i propri diritti, reagisce lottando per la propria libertà. A me sembra che con il passare del tempo i nostri diritti vengono limitati sempre di più eppure la stragrande maggioranza dei cittadini italiani non reagisce. La mia spiegazione a tutto ciò è semplice: noi subiamo un condizionamento mediatico che non ha eguali nel mondo. Quando alla limitazione dei diritti ci si abbina una forte influenza dell’informazione non resta al cittadino, ormai intontito, credere a ciò che gli dicono e continuare, come sempre, a esercitare i propri doveri e a diventare un semplice schiavo del potere.

Sarei patetico nel dire che gli italiani vivono in una dittatura ma sono certo, e spero converrai con me, nel dire che viviamo in una “falsa democrazia” e in una “falsa libertà”. Basta fare un piccolissimo esempio citando la legge che ormai è passata alla storia, com’è giusto che sia, con il nomignolo di “porcata”. Era la bandiera della campagna elettorale delle elezioni politiche: “chiunque sarà eletto, destra o sinistra che sia, dovrà necessariamente modificare la legge elettorale perché è un taglio ai diritti dei cittadini italiani”. Questo lo diceva la sinistra e lo diceva ancor più la destra ma poi, come si usa dire dalle nostre parti, passato il Santo è passata anche la festa. Ma si, ormai sono passate le elezioni e va bene a tutti i politici questa vera e propria truffa nei confronti degli italiani; nessuno ne parla più né in televisione né sui giornali poichè è un buon motivo per continuare a non far scegliere chi deve governarci e soprattutto è un buon motivo per far eleggere veline, avvocati, amici e amici degli amici. Io mi chiedo: siamo in democrazia se il Parlamento non è rappresentativo della volontà degli elettori? Siamo in democrazia se il Parlamento non svolge liberamente e con efficienza la sua funzione legislativa? Siamo veramente liberi se il Parlamento non ha alcuna funzione di controllo sui partiti e sul Governo perché i “controllati” riescono a controllare i “controllori”? Purtroppo le risposte sono: No, no e no!

Oggi noi viviamo in due paesi separati: uno è reale ed è quello destinato alla maggior parte dei cittadini comuni quelli che non fanno politica ed hanno doveri ben precisi da rispettare; l’altro è legale ed appartiene a pochi fortunati che a nostre spese vivono in uno stato di diritto e a fronte dei tanti privilegi di cui godono non hanno obblighi verso nessuno.

Forse dimentico un terzo paese che appare, scompare e che chiude tutto il cerchio: è lo stato di tutti i cittadini che prima di ogni campagna elettorale appare per poi scomparire improvvisamente la sera delle elezioni.

Questa è dunque la nostra libertà? Questa è la nostra democrazia? Potrei citare tutte le restrizioni che abilmente i “poteri forti” ci nascondono ma mi prolungherei troppo tant’è che libri interi non basterebbero.

Nel concludere voglio ritornare ad un discorso prettamente personale: a volte penso a come mi sono comportato nel periodo in cui ho fatto politica attiva e non è semplice autostima quando sostengo che i metodi adottati all’epoca furono innovativi in un partito “democratico” come Alleanza Nazionale. Ricordo di aver avuto duri scontri con i “colonnelli” per affermare metodi come la conversazione, la meritocrazia e la libertà.

E pensare che quei metodi noi li applicavamo a livello giovanile e loro li temevano perché si pensava che avremmo aperto un sentiero indicando un percorso democratico anche agli altri; ai “grandi”. Cioè in un partito di destra, che oggi si ritiene liberale, i colonnelli pensavano, e credo pensino tutt’oggi, come i peggiori comunisti. Dopotutto ciò che mi resta è la dignità. Avendone avuto anche la possibilità non siamo mai scesi a compromessi con chicchessia né io, né gli amici che in quel momento frequentavo. Su questo ci tengo molto: sono sempre stato fiero della mia lealtà e continuerò ad esserlo non essendo mai esistito nella natura della mia persona quel doppiogioco i cui più illustri maestri politicanti praticano quotidianamente.

Se a questo ci aggiungiamo che oggi non vado alla ricerca di nuovi ideali credo che si possa mettere il punto su tante storielle paesane che girano.

Sperando di aver chiarito più di qualche dubbio agli “interessati” sulle mie scelte voglio concludere lasciando ai tanti frequentatori del tuo blog l’augurio di trovare il loro equilibrio politico (cosa attualmente molto difficile) e di pensare sempre liberamente.

Consapevole che tanti passaggi di questa lettera non ti troveranno per niente in accordo con me ti porgo un grande in bocca al lupo per il futuro.

Ringraziandoti con la sincerità di sempre, ti saluto con un motto che ho come riferimento di vita: la parola te la possono togliere; la penna pure; ma il tuo pensiero, le tue idee non te le toglierà mai nessuno. Le mie idee si confrontano con quelle degli altri liberamente essendo idee di chi padroni non ha!
Francesco Arpino




4 commenti:

Anonimo ha detto...

Sono in parte d'accordo con cio' che scrive Francesco nella sua lettera. Si nota che è molto personale e noto anche nelle sue parole "tanta stima" per Silvio Berlusconi. Scusa Francè ma allora perchè ti sei candidato cn il PDL???

Anonimo ha detto...

francè sono pienamente d'accordo con te!!! Non aggiungo altro!!!



Rinaldi Salvatore

Anonimo ha detto...

Condivido in pieno!

M. A.

Anonimo ha detto...

France' organizziamoci e incontriamoci come una volta e riformiamo il gruppo di prima...nel PDL o fuori non importa...fammi sapere. Marco D.